
Artrosi del cane: l’harpagophytum è efficace? Studi, limiti e precauzioni, più alternative convalidate (Omega-3, peso, esercizi) per un vero comfort.
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Ingredienti naturaliIl Laboratorio Sensilia è un laboratorio francese a conduzione familiare e indipendente, situato in Gironda (Francia). Dal 2019 ci impegniamo a ricercare e produrre prodotti per il benessere sani e innovativi.
L’artrosi è uno dei disturbi articolari più comuni nei cani. Di fronte a questo problema, molti proprietari cercano alternative naturali per alleviare il loro compagno.
Tra queste, la harpagophytum procumbens, più conosciuta come artiffe del diavolo, è spesso presentata come una pianta dalle virtù antinfiammatorie. Ma cosa dicono realmente gli studi scientifici, e soprattutto, è efficace nel cane ?
La harpagophytum procumbens, meglio conosciuta come griffe del diavolo, è una pianta perenne strisciante originaria delle regioni aride dell’Africa australe, principalmente del deserto del Kalahari, della Namibia e del Botswana. Deve il suo soprannome ai caratteristici ganci dei suoi frutti, in grado di aggrapparsi alle zampe degli animali che la disperdono in natura.
È soprattutto la radice secondaria tuberizzata della pianta che viene utilizzata in fitoterapia. Contiene un'alta concentrazione di principi attivi, tra cui harpagosides - molecole naturali appartenenti alla famiglia degli irididi, note per aiutare a calmare l'infiammazione e il dolore. Sono esse che spiegherebbero in gran parte gli effetti antinfiammatori e antalgici della pianta.

Storicamente, le popolazioni indigene San e Khoikhoi dell’Africa australe utilizzavano l’harpagophytum per alleviare la febbre, i disturbi digestivi, i dolori articolari e anche alcune ferite. All’inizio del XX secolo, la pianta è stata introdotta in Europa da coloni tedeschi, dove ha rapidamente suscitato l’interesse della medicina naturale per la sua azione sui dolori reumatici. Il suo uso è stato democratizzato negli anni 1970-1980, al punto che l’harpagophytum è diventato una specie minacciata dalla sovrasfrutta. Oggi la sua raccolta è rigorosamente regolamentata per preservare la risorsa naturale.
Si trova sotto forma di capsule, compresse, polveri o estratti liquidi, utilizzati sia in medicina umana che in fitoterapia veterinaria.
Questa lunga tradizione d’uso, unita alla sua integrazione nella medicina moderna, spiega perché l’harpagophytum è spesso proposto come alternativa naturale per alleviare l’artrosi del cane.
Le radici dell’harpagophytum contengono diverse molecole naturali che spiegano i suoi effetti antinfiammatori e antalgici. Tra questi, gli iridoidi glicosidi – e soprattutto l’harpagoside – svolgono un ruolo importante. Ci sono anche flavonoidi (antiossidanti), fitosteroli (anti-infiammatori leggeri) e acidi fenolici (allevianti).
Questi composti agiscono insieme per frenare l'infiammazione e sollevare il dolore. Essi:
In laboratorio, l’harpagoside ha dimostrato di poter ridurre il rilascio di molecole infiammatorie come l’ossido nitrico e il TNF-α, confermando un’azione diretta per calmare la reazione infiammatoria (Jang et al., 2003).
Gli studi su cellule dimostrano che l’harpagophytum agisce su più livelli. I suoi estratti standardizzati riducono la produzione di proteine infiammatorie, prostaglandine e COX-2.
Un estratto di harpagophytum a base di alcol (60%) ha ridotto la produzione di queste sostanze, frenando l’attività di un “interruttore” dell’infiammazione chiamato AP-1, senza influenzare un’altra importante via di regolazione, NF-κB.
Da parte sua, l’harpagoside purificato blocca la reazione a catena responsabile dell’infiammazione e limita la formazione di molecole coinvolte nel dolore e nella rigidità (Huang et al., 2006).
Questo lavoro conferma che la pianta agisce su più leve contemporaneamente per apizzare i tessuti infiammati.
Negli esseri umani, le prove sono più solide. Diversi studi clinici hanno dimostrato:
Uno studio randomizzato ha dimostrato che 600 mg/die di estratto di arpagofito migliorano il dolore e la mobilità nei pazienti con artrosi (Chrubasik et al., 1999).
Una meta-analisi conferma un’efficacia superiore al placebo, ma variabile in base alla qualità dell’estratto e alla dose utilizzata (Brien et al., 2006).
Nessuno studio clinico pubblicato ha ancora valutato l’efficacia dell’harpagophytum nel cane con artrosi. Alcuni feedback suggeriscono un miglioramento della mobilità, ma queste osservazioni rimangono empiriche e insufficienti per concludere scientificamente.
In sintesi, i dati supportano un’efficacia plausibile negli esseri umani, ma ancora troppo poco studiata nei cani.
L’harpagophytum deve pertanto essere considerato un sostegno complementare, da integrare in una presa in carico globale sotto controllo veterinario.
Nonostante la sua immagine di pianta “dolce” e il suo uso antico, l’harpagophytum non è un rimedio miracoloso e il suo impiego nel cane deve essere considerato con cautela.
L’harpagophytum è generalmente ben tollerato, ma alcuni cani possono presentare disturbi digestivi (diarrea, vomito, perdita di appetito), ipotensione moderata, possibile interazione con alcuni trattamenti (anti-infiammatori, anticoagulanti).
Il suo uso è sconsigliato:
L’harpagophytum non deve essere somministrato come automedicazione prolungata. Si utilizza idealmente come parte di una gestione globale (alimentazione adeguata, gestione del peso, integratori scientificamente convalidati, fisioterapia) e sotto parere veterinario.
Se l’harpagophytum può costituire un sostegno naturale, non deve essere considerato come l’unica risposta all’artrosi del cane. L’approccio più efficace rimane multifattoriale, combinando diverse leve convalidate scientificamente.
Gli acidi grassi EPA e DHA provenienti da fonti marine, come olio di cozza verde o olio di alghe, hanno dimostrato la loro capacità di ridurre l'infiammazione articolare e migliorare la mobilità nei cani. A differenza dell'harpagophytum, la loro efficacia è documentata da numerosi studi clinici veterinari.
Un cane in sovrappeso esercita una pressione meccanica supplementare sulle articolazioni, che peggiora il dolore e accelera il decorso dell’artrosi. La perdita di peso è spesso la prima raccomandazione veterinaria per migliorare il comfort articolare.
Contrariamente a quanto si crede, un cane con artrosi non deve rimanere immobile. Gli esercizi delicati e regolari (baladi controllate, idroterapia, fisioterapia) mantengono la massa muscolare e prevengono la rigidità articolare.
Al di là dell’alimentazione e degli integratori, l’ambiente del cane gioca un ruolo chiave nel suo comfort articolare. Alcune semplici misure possono fare la differenza:
L'harpagophytum è una pianta utilizzata da secoli per alleviare i dolori articolari. I suoi composti attivi, in particolare l'arpagoside, possiedono meccanismi antinfiammatori dimostrati in laboratorio e parzialmente confermati nell'uomo. Nel cane, tuttavia, le prove cliniche sono ancora inesistenti.
L’harpagophytum può essere provato come complemento e sotto controllo veterinario, ma non sostituisce gli approcci meglio provati : Omega-3, controllo del peso, esercizi delicati, fisioterapia.
Questo articolo è stato redatto dal team R&S del Laboratorio Sensilia, esperto in nutrizione animale.