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    Macrofotografia di una goccia d'olio dorato e ambrato che illustra la purezza degli Omega-3, con riflessi verdi che evocano la differenza tra le forme fosfolipidiche e trigliceridiche.

    Omega-3 per cani: fosfolipidi o trigliceridi?

    Omega-3 per cani: scopra perché i fosfolipidi, assimilati meglio dei trigliceridi, offrono un'efficacia superiore per la salute articolare.

    Pauline Durepaire

    Published in

    Omega-3

    Sommario

    1. Cosa sono i trigliceridi e i fosfolipidi?

    2. Cosa dice la scienza sull'assorbimento degli Omega-3

    3. Gli oli marini ricchi di fosfolipidi

    4. L'influenza del metodo di estrazione

    Quando si parla di comfort articolare nel cane, gli Omega-3 sono oggi riconosciuti come alleati preziosi. Il loro effetto antinfiammatorio naturale, in particolare tramite l'EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), è ben documentato.

    Ma quello che si sa meno è che la loro efficacia dipende anche... dalla loro forma molecolare.

    Fosfolipidi o trigliceridi? Queste due strutture svolgono un ruolo chiave nell'assimilazione degli Omega-3, e quindi nel loro effetto sulla mobilità articolare.

    Allora, qual è la forma migliore di Omega-3 per il tuo cane? Vediamolo insieme.

    Cosa sono i trigliceridi e i fosfolipidi?

    I trigliceridi

    I trigliceridi sono la forma naturale in cui si trova la maggior parte dei grassi nell'alimentazione. Un trigliceride è una molecola composta da tre acidi grassi legati a una struttura chiamata glicerolo. Questa forma è molto comune negli oli di pesce o negli oli vegetali classici.

    I fosfolipidi

    I fosfolipidi sono una categoria particolare di lipidi. A differenza dei trigliceridi, contengono solo due acidi grassi, ma possiedono inoltre un gruppo fosfato idrofilo. Questa particolarità conferisce loro una struttura anfifilica: un'estremità attira l'acqua (idrofila), mentre l'altra la respinge (idrofoba).

    Questa doppia affinità permette loro di assemblarsi naturalmente in doppi strati lipidici, la struttura di base delle membrane cellulari di tutti gli esseri viventi, compreso il cane.

    Durante la digestione, questa architettura anfifilica facilita la loro integrazione nelle micelle, piccole particelle che trasportano i grassi attraverso la parete intestinale. Il risultato: gli Omega-3 in forma fosfolipidica vengono assorbiti più rapidamente e più efficacemente, anche a basse dosi.

    In sintesi, l'organismo del cane riconosce e utilizza più facilmente gli Omega-3 fosfolipidici, poiché la loro struttura è naturalmente compatibile con quella delle sue stesse cellule.

    Schema che illustra la differenza tra Omega-3 in forma di trigliceridi e di fosfolipidi.

    Cosa dice la scienza sull'assorbimento degli Omega-3

    Diversi studi hanno confrontato la capacità dell'organismo di assorbire gli Omega-3 in base alla loro forma e hanno osservato che i fosfolipidi sono generalmente assimilati meglio dei trigliceridi.

    Uno studio clinico pubblicato su Lipids in Health and Disease (Schuchardt et al., 2011) ha dimostrato che l'olio di krill (ricco di Omega-3 in forma di fosfolipidi) permetteva un'incorporazione significativamente più elevata di EPA e DHA nelle membrane cellulari rispetto agli Omega-3 in forma di trigliceridi o di esteri etilici.

    Un altro studio, condotto da Köhler et al. (2015), ha osservato che i fosfolipidi venivano assorbiti più rapidamente e più efficacemente rispetto ai trigliceridi classici, anche a dosi equivalenti.

    Gli Omega-3 in forma di fosfolipidi esercitano effetti antinfiammatori e metabolici più marcati rispetto a quelli in trigliceridi.
    Rossmeisl et al.

    Questi risultati suggeriscono che, per i cani soggetti a disturbi infiammatori articolari, la forma fosfolipidica potrebbe essere la più indicata.

    Scopra la nostra guida sugli Omega-3

    Gli oli marini ricchi di fosfolipidi

    Alcuni oli si distinguono per il loro elevato contenuto di fosfolipidi, una struttura che favorisce l'assorbimento cellulare degli Omega-3. È il caso, in particolare, di:

    • L'olio di krill antartico (Euphausia superba), spesso considerato il punto di riferimento: contiene naturalmente dal 30 al 60% di fosfolipidi, principalmente sotto forma di fosfatidilcolina, il che spiega la sua ottima biodisponibilità osservata in numerosi studi clinici.
    • L'olio di cozza verde della Nuova Zelanda (Perna canaliculus), la cui frazione fosfolipidica può raggiungere il 70-80% in alcuni estratti ottenuti con solventi polari come l'etanolo.
    • In misura minore, anche altri oli provenienti da organismi marini microscopici (alcune microalghe o zooplancton) contengono una frazione fosfolipidica non trascurabile.

    L'influenza del metodo di estrazione

    Il contenuto di fosfolipidi di un olio marino dipende strettamente dal processo di estrazione utilizzato:

    • Estrazione con solvente
    • Estrazione con CO₂ supercritica

    I processi che utilizzano un solvente polare (come l'etanolo) permettono di estrarre efficacemente la frazione fosfolipidica, poiché queste molecole sono anfifiliche (sia idrofile che idrofobe) e si dissolvono parzialmente nei solventi polari. Gli estratti ottenuti conservano quindi una struttura vicina a quella delle membrane cellulari, da cui la loro eccellente biodisponibilità.

    Al contrario, i processi moderni di estrazione con CO₂ supercritica, apprezzati perché garantiscono un'elevata purezza e preservano la materia prima, producono un olio quasi privo di fosfolipidi (< 5%). Essendo la CO₂ un solvente non polare, estrae principalmente i trigliceridi e gli acidi grassi liberi, ma pochissimi lipidi polari.

    Il risultato è un olio più stabile, più concentrato in EPA e DHA, ma nel quale gli Omega-3 sono presenti in forma prevalentemente trigliceridica e possono quindi risultare leggermente meno biodisponibili rispetto a quelli legati ai fosfolipidi.

    Questo non toglie nulla all'interesse nutrizionale di questi estratti: la tecnologia CO₂ resta la più pulita, la più sicura e la più delicata sugli acidi grassi sensibili, poiché non utilizza solventi, non lascia residui e non provoca ossidazione termica. Questo spiega perché due oli ottenuti dalla stessa cozza verde possano presentare profili di assimilazione molto diversi in base al metodo di estrazione.

    FAQ

    Conclusione

    Gli Omega-3 sono nutrienti essenziali per il benessere del cane, ma non tutte le forme sono equivalenti.

    La loro struttura molecolare e il processo di estrazione svolgono un ruolo determinante nella loro biodisponibilità ed efficacia.

    Gli Omega-3 legati a fosfolipidi sono generalmente assorbiti meglio e biologicamente più attivi rispetto a quelli in forma di trigliceridi, poiché si integrano più facilmente nelle membrane cellulari.

    Gli oli marini ottenuti da estrazioni polari, come quelli di krill o di cozza verde con etanolo, sono naturalmente più ricchi di fosfolipidi.

    Al contrario, gli oli ottenuti tramite estrazione con CO₂ supercritica, come quello utilizzato in PERNIXOL®, contengono principalmente trigliceridi e acidi grassi liberi, ma offrono altri vantaggi importanti: una purezza eccezionale, una stabilità ossidativa rafforzata e una conservazione ottimale di EPA e DHA grazie a un'estrazione delicata, senza solventi né calore eccessivo.

    È questo l'approccio scelto dal Laboratorio Sensilia: una formula liquida che unisce olio di cozza verde estratto con CO₂ supercritica e olio di microalghe, per fornire al cane Omega-3 altamente concentrati, stabili e perfettamente tollerati.

    Scopra PERNIXOL®

    Riferimenti scientifici

    • Schuchardt, J.P., Schneider, I., Meyer, H. et al. Incorporation of EPA and DHA into plasma phospholipids in response to different omega-3 fatty acid formulations - a comparative bioavailability study of fish oil vs. krill oil. Lipids Health Dis 10, 145 (2011). https://doi.org/10.1186/1476-511X-10-145
    • Köhler A, Sarkkinen E, Tapola N, Niskanen T, Bruheim I. Bioavailability of fatty acids from krill oil, krill meal and fish oil in healthy subjects--a randomized, single-dose, cross-over trial. Lipids Health Dis. 2015 Mar 15;14:19. doi: 10.1186/s12944-015-0015-4. PMID: 25884846; PMCID: PMC4374210.
    • Burri L, Hoem N, Banni S, Berge K. Marine omega-3 phospholipids: metabolism and biological activities. Int J Mol Sci. 2012 Nov 21;13(11):15401-19. doi: 10.3390/ijms131115401. PMID: 23203133; PMCID: PMC3509649.
    • Rossmeisl M, Medrikova D, van Schothorst EM, Pavlisova J, Kuda O, Hensler M, Bardova K, Flachs P, Stankova B, Vecka M, Tvrzicka E, Zak A, Keijer J, Kopecky J. Omega-3 phospholipids from fish suppress hepatic steatosis by integrated inhibition of biosynthetic pathways in dietary obese mice. Biochim Biophys Acta. 2014 Feb;1841(2):267-78. doi: 10.1016/j.bbalip.2013.11.010. PMID: 24295779.

    Questo articolo è stato redatto dal team R&S del Laboratorio Sensilia, esperto in nutrizione animale.

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